I “giovani anziani” sono ancora molto attivi e amano gli animali- di Maria Pia Sulprizio

Secondo una ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore gli over 65 sono ancora inseriti nella società con attività nei settori di lavoro volontario e nelle associazioni. La ricerca, dal titolo significativo “Non mi ritiro”, considera la fascia di età compresa tra i 64 e i 74 anni ed è curata da sociologi, psicologi e demografi e ci fornisce un dato importante: nel 2030 la popolazione degli over 65 conterà piu’ di tutta la polazione della Toscana, cioè 3,5 milioni di individui. Questo fenomeno, chiamato “l’invecchiamento attivo”o “active aging” sta cambiando la nostra società anche dal punto di vista dei consumi: gli anziani consumano piu’ di  prima in vari settori come quelli dei computer, libri, cinema e abbigliamento. La ricerca mette in luce che molti anziani lavorano ancora, percependo un reddito, per soddisfazione personale e non solo per necessità. Essi si sentono molto motivati a partecipare in settori importanti della società. La percezione che hanno di loro stessi è quella di essere dei “giovani anziani” che hanno, a differenza della generazione precedente alla loro, ancora molto da fare non solo nella tradizionale sfera familiare. Le loro aree di intervento sono comunque principalmente a favore dei genitori ultraottantenni e dei figli. Questi ultimi sono  purtroppo in parte a causa della crisi ancora a loro carico. Oltre alla ricerca fatta dall’Università del Sacro Cuore, che mette in luce il fatto che gli over 65 sono ancora molto attivi nella società, altre ricerche sono state fatte dall’Osservatorio Senior che lavora in sinergia con esponenti di associazioni dedicate ai senior: scrittori, giornalisti, uomini e donne di cultura.

Osservatorio Senior è un’associazione costituita nel novembre 2014  che                    divulga le novità, le ricerche e le pubblicazioni riguardanti i vari aspetti del mondo senior ; fa proposte riguardanti il mondo senior, rivolte ad istituzioni, aziende e media;    coinvolge online la platea dei senior; favorisce scambio di informazioni, segnalazione reciproca di comunicazioni, partecipazione ad iniziative comuni; produce un report annuale, a fronte di un’indagine annuale. Ho riportato cio’ di cui si occupa l’Osservatorio perché puo’ essere utile alle persone che vogliono avere informazione su tutto quello che riguarda la vita degli over 60 e puo’ essere consultato online. Fanno numerose ed interessanti ricerche, una delle ultime, condotta dalla dott.ssa psicologa Eugenia Marzocchi, dimostra che “la presenza di un animale domestico nella vita di una persona over 60 può essere molto importante per il suo benessere psico-fisico. Il rapporto che si crea con l’animale aiuta a rilassarsi e a distendere i pensieri e nel caso delle persone sole è fonte di affetto e compagnia”. Lo studio, condotto dall’Osservatorio di Federanziani Senior Italia attraverso un’indagine su un campione di 5790 persone over 55, è molto interessante e approfondito: da esso emerge che i senior sono consapevoli che avere un animale domestico, quali un cane e un gatto, è molto significativo nella loro esistenza. Dalle interviste condotte in questo studio risultano con chiarezza le abitudini dei senior nei confronti dei loro pet. La ricerca ha evidenziato come la maggior parte di loro (il 93%) consideri di notevole beneficio la compagnia di un animale. Nove persone su dieci tra coloro che possiedono un animale domestico dichiarano di avere un cane (il 54%) o un gatto (il 33%). Al 47% di queste persone l’animale è stato regalato, un quarto lo ha invece trovato per strada, mentre solamente uno su dieci lo ha comprato. Inoltre, per prendersi cura dei propri animali gli over 65 sono disposti a spendere molto (800 euro l’anno in media). Uno su due si occupa del proprio pet personalmente e quest’ultimo rappresenta un valido stimolo per uscire, muoversi ed entrare in relazione con altre persone. I senior risultano essere, inoltre, rispetto ad altre fasce di età, più attenti e premurosi verso i loro animali, che ritengono dei veri compagni di vita e sono meno propensi ad abbandonarli. Di conseguenza, nel 38% dei casi gli over 55 portano il proprio amico a quattro zampe in vacanza con loro; la metà li lascia ai parenti e solo il 12% in apposite strutture. Pare che il 20% addirittura rinunci ad andare in vacanza se la struttura non accetta animali. E’ stato stimato inoltre che il possesso di un animale domestico genera un risparmio annuo notevole (4 mld di euro) nella gestione delle malattie croniche come ipertensione, diabete e depressione, nonché nelle patologie metaboliche per l’attività fisica che i senior svolgono nell’ occuparsi dei loro amici. Oltre ad essere un ottimo metodo per contrastare sentimenti di solitudine e depressione, avere per amico un animale domestico può quindi favorire una buona salute”. Per i nostri  Milano e’ stata aperta la prima casa di riposo dove gli ospiti residenti nella struttura possono accogliere con loro il proprio pet. Alla luce di quanto detto assistiamo ad una vera e propria rivoluzione dei costumi nell’area che riguarda gli over 65…mai come oggi gli anziani sono grandi protagonisti del loro tempo e decidono della loro vita in prima persona partecipando attivamente alle scelte sociali e dedicando tempo sia alla famiglia che ai rapporti con il mondo esterno.

 

In conclusione possiamo affermare che la vita dell’anziano è cambiata di molto da quella della generazione precedente e che questi possano diventare una delle forze trainanti della nostra società.

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